PIETRE VOLANTI


Le pietre volanti sono concrezioni di minerali, aggregati cristallini che galleggiano nell’aria dell’immaginazione.
Sono esposizioni artistiche desiderose di socialità, di comunanza. Pietre volanti è una serie di mostre, organizzate da Lunetta11 ma esposte in luoghi pubblici aperti alla visita.

Il progetto nasce con l’idea di unire due dei più intimi desideri dell’essere umano: viaggiare con il corpo e
con la mente. Il titolo è un omaggio alla visione artistica e sociale di Joseph Beuys di cui quest’anno si celebra il centenario della nascita.

ARTISTI


CATERINA SILVA

Nasce nel 1983, a Roma. Vive tra Londra e Roma.
Il suo interesse, da sempre, si rivolge alla relazione tra gesto, libertà e processi mentali. Il sentiero in
cui Caterina si addentra col suo esercizio artistico
si misura con il profondo, l’inusuale, un luogo dove il solito è assente e la misura perde ogni riferimento.
Il bosco scuro, l’abisso, l’inaccessibile, il lato sommerso dell’iceberg dove le cose si celano. I sensi e l’intuizione, più che la ragione, fanno da guida in luoghi impervi, dove solo mettendo un piede dopo l’altro si ritorna alla luce.

Tra le sue mostre e collaborazioni: Vortic Collect, Londra; Artissima Present Future, Torino; Bosse&Baum Gallery, Londra; Fondazione Spinola Banna, Poirino; Galleria Valentina Bonomo, Roma; Cité des Arts, Parigi.

Per Pietre Volanti Caterina Silva realizza
“Antiluna, dietro” un’opera di 10 metri in omaggio
a Pinot Gallizio e alla pittura industriale. Durante l’inaugurazione sarà esposta nel giardino di Lunetta11 e per i tre mesi espositivi sarà visibile nella cappella della Sacra Famiglia di Dogliani.

LUOGHI


CAPPELLA DELLA SACRA FAMIGLIA (DOGLIANI)

Il ritiro della Sacra Famiglia di Dogliani è tra le opere più elaborate e ricche di elementi architettonici decorativi, al punto che la facciata sembra quasi eseguita sapientemente al traforo o con opera ancora più minuziosa di antichi merletti. Il suo architetto Giovanni Battista Schellino la realizzo nel 1883. Ospitò dapprima un istituto di beneficenza ed educazione per le figlie povere del paese, poi un rinomato educandato per giovinette retto dalle Suore Domenicane.

Al complesso va aggiunta anche la Cappella del Ritiro, dedicato alla Sacra Famiglia, che affaccia proprio sulla Torre Civica, già adempimento schelliniano. Anche qui troviamo un coerente gusto neogotico, smorzato però dall’intonacatura contro la maggior forza del mattone a vista nel complesso vicino. 

Con quest’opera giungiamo alla quadratura del cerchio: Schellino ha intessuto su tutta Dogliani una mappatura fitta di sue opere, estremamente eclettiche nei modi e nelle forme, certo non solo neogotiche ma pervase, comunque, di un’inquietudine gotica che informa di sé anche le realizzazioni più neoclassiche.


ANDREA BARZAGHI

Nato a Monza nel 1988. Vive e lavora a Milano. Per Barzaghi la pittura è un’attività intellettuale che si cela dietro un’azione tecnica, materiale – un collegamento tra il mondo intelligibile e quello imperscrutabile. La pittura è un’attitudine.

I personaggi dei suoi quadri sono un grottesco alter ego dell’uomo, le sue figure perdono le sembianze umane e si tramutano in mostri – pronti a confrontarsi con quel lato di sé bestiale, imbarazzante, sconosciuto.

“I miei personaggi sono così il risultato di un processo di raffinazione”.

Andrea Barzaghi presenta al santuario Beata Vergine di Hal di Murazzano il grande dipinto dal titolo “Primo”.


SANTUARIO BEATA VERGINE DI HAL (MURAZZANO)

Sorge fin dalla prima metà del 1600 sui resti di una chiesa più antica “S. Maria di Buzzignano extra muros”. In esso è venerata dal 1630 un’immagine della Madonna con il bambino dipinta su una lastra di ardesia. Sono raffigurati ricoperti da un abito riccamente decorato. Sull’abito della Vergine lo stemma degli Spinola, nobile famiglia genovese. Sotto il quadro una scritta in latino testimonia che è stato donato alla B. Vergine dalla duchessa Maria Spinola. Come il dipinto sia qui, non lo sappiamo (tutti i documenti relativi alla chiesa conservati nella sacrestia furono bruciati dai francesi nel 1779); si sa però che Ambrogio Spinola, fratello di Maria, era stato fino al 1628 governatore delle Fiandre per conto della Spagna. Il quadro si ispira ad una statua lignea venerata ad Hal in Belgio che era stata donata da S. Elisabetta d’Ungheria alla figlia Sofia, sposa al duca di Brabante, la quale attraverso la nipote Alice nel 1266 la donava alla città di Hal. La statua era ricoperta da sontuosi abiti e così la vide l’ignoto pittore quando la ritrasse per conto di Ambrogio Spinola per donarla alla sorella. Nella seconda metà del 1600 arrivarono i Padri Filippini che costruirono un loro convento attiguo al Santuario e diedero alla chiesa l’aspetto attuale. In pochi decenni provvidero ad una navata centrale, quattro cappelle laterali, il transetto, il presbiterio sul quale si innalza una maestosa cupola e l’artistico altare su cui è posto il quadro della Madonna. Fa da cornice al quadro un’arcata in marmo bianco su cui sta una corona sorretta da gruppi di angeli. Tutta la costruzione è in muro ordinario. l’interno invece presenta tutta una decorazione pittorica basata su vedute prospettiche adorne di motivi floreali di incomparabile bellezza che ne fanno uno dei più bei santuari della Regione. La presenza dell’immagine della Beata Vergine di Hal fu sempre ritenuta come segno di benevolenza da parte del cielo. A Lei ricorsero e rocorrono i fedeli per chiedere grazie e ammirare il suo volto dolcissimo che infonde coraggio e speranza. alla sua protezione Murazzano attribuisce la sua salvezza nel 1944 quando il paese era in procinto di essere bruciato dai tedeschi.


ISMAELE NONES

Nato e cresciuto a Trento, nel 1992. Fin da piccolo Ismaele segue il padre nella sua attività di iconografo, collaborando alla realizzazione di opere pittoriche monumentali in Italia e all’estero.

Studia pittura all’Istituto d’Arte Alessandro Vittoria, a Trento. Per poi, dal 2013 al 2018, passare all’Accademia di Belle Arti di Venezia, per studiare scultura. La sua ricerca artistica propone la nascita di nuovi luoghi, facendo interagire tematiche attuali con linguaggi, tecniche e soggetti attinti dal mondo iconografico. Il sacro si mescola con il profano, l’antico con il contemporaneo. Dalla sacralità dei soggetti emergono temi come: la sessualità, la contemplazione, l’alienazione. Oggi vive e lavora nella città di Trento.

Per Pietre Volanti Ismaele Nones presenta il grande quadro “L’inadeguato” nella cappella di San Rocco di Mombarcaro.


LA CHIESA DI SAN ROCCO (MOMBARCARO)

Antica chiesa porticata, posta sulla strada che da Mombarcaro scende verso Niella Belbo, la chiesetta di San Rocco (ma sarebbe più corretto parlare dei SS. Rocco e Sebastiano) doveva servire di ricovero ai viandanti a partire dal medioevo.

Usato come lazzaretto durante le epidemie che colpirono anche queste terre, conserva al suo interno una vera rarità.

Infatti tra gli affreschi che la decorano, risalenti al XV secolo, si trova una “Cavalcata dei vizi“, l’unica presente in Alta Langa.

Si tratta della raffigurazione dei sette vizi capitali (superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia), personaggi in costume d’epoca che cavalcano animali (nell’ordine un leone, un cane, un caprone, una pecora, un maiale, una lupa ed un asino): incatenati tra di loro si dirigono verso l’entrata dell’inferno; è quindi una sorta di evidentissimo pro memoria per i viandanti sulle punizioni che dovevano attendersi i peccatori.

Altri affreschi (le tentazioni di S. Antonio Abate) occupano il fianco destro della cappella, mentre sono di più difficile lettura le immagini dei santi titolari, appunto S. Rocco e S. Sebastiano posti sulla parete di fondo.

Va sottolineato come un recente e meritorio restauro abbia riportato a nuova dignità l’intero edificio.

La cappella di San rocco è sempre visitabile grazie al’app Chiese a porte aperte


STUDIO NUCLEO – PIERGIORGIO ROBINO

Studio Nucleo è un collettivo di artisti e designer, localizzato a Torino. La pratica artista del gruppo, condotta da Piergiorgio Robino, si distingue per un innovativo approccio sia per la ricerca dei materiali sia per lo sviluppo. La filosofia di Studio Nucleo sposa le tecniche della narrativa e dello storytelling – passato, presente e futuro sono uniti da un unico fil rouge.

I loro lavori vengono creati a mano in atelier, esplorando tecniche e materiali antichi e rimodellandoli grazie alle tecnologie moderne. Infatti, l’esperienza tattile e fisica è una parte fondamentale dell’espressione artistica che si vuole raggiungere.

Le loro opere sono state scelte per molte esposizioni, dal Centre national d’art et de Culture Georges Pompidou di Parigi, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

Per Pietre Volanti Studio Nucleo presenta nella chiesa Santa Caterina d’Alessandria di Borgata Lunetta la scultura “‘Boolean’ Or (gorilla slice)”.


CHIESA DI SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA DI LUNETTA (MOMBARCARO)

la piccola chiesa dedicata a Santa Caterina d’Alessandria si trova al centro della borgata di Lunetta, è stata eretta da gli abitanti di Lunetta nel primo novecento.

Si celebra qui un’unica funzione all’anno nel giorno dedicato alla Santa, il 25 novembre.