Un libro al mese

Un libro al mese

Dal 9 gennaio 2020 dalle ore 17,30 in poi. Appuntamento settimanale di
Lunetta11 che propone una lettura ad alta voce curata da Eva Menzio.

IO NON HO PAURA

La prima lettura sarà dedicata a Nicolò Ammanniti e il suo libro “io non ho paura” pubblicato da Einaudi Stile Libero.

“L’estate più calda del secolo. Quattro case sperdute nel grano. I grandi sono tappati in casa. Sei bambini, sulle loro biciclette, si avventurano nella campagna rovente e aabbandonata. In mezzo a quel mare di spighe c’è un segreto pauroso, un segreto che cambierà per sempre la vita di uno di loro”.

Niccolò Ammanniti è nato a Roma nel 1966. Ha esordito con il romanzo Branchie (Ediesse 1994, Einaudi Stile libero 19979. Nel 1996 pubblica la raccolta di racconti Fango (Mondadori9 e nel 1999 il romanzo Ti prendo e ti porto via (Mondadori). I suoi libri sono tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco, russo e polacco.


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IO NON HO PAURA PRIMA PARTE
IO NON HO PAURA SECONDA PARTE
IO NON HO PAURA TERZA PARTE

DESTINATARIO SCONOSCIUTO

La seconda lettura è dedicata a Katherine Kressmann Taylor e al suo libro “Destinatario sconosciuto” pubblicato da BUR La Scala

Novembre 1932. L’ebreo Max Eisenstein e il tedesco Martin Schulse, soci in affari a San Francisco e amici fraterni, si separano. Martin torna in Germania con moglie e figli e tra i due comincia uno scambio di lettere su cui si stende ben presto l’ombra nera della storia: nel 1933 Hitler prende il potere e Martin si lascia sedurre dall’ideologia nazista. Martin non cambia atteggiamento nemmeno quando Max, disperato, gli raccomanda di vegliare sulla sorella Griselle, un’attrice austriaca che è stata amante di Martin e che, nonostante gli avvertimenti ricevuti, ha voluto ugualmente recitare a Berlino. E proprio questo comportamento porterà a un simbolico rovesciamento dei ruoli e ad una raffinata vendetta.

Katherine Taylor è nata a Portland nel 1903 e morta il 14 luglio 1996

Conosciuta principalmente per il suo libro Destinatario sconosciuto (1938), un romanzo scritto sotto forma di una serie di lettere fra un ebreo mercante d’arte, che vive a San Francisco, ed il suo partner d’affari, rientrato in Germania nel 1932. Il romanzo ha il pregio di mettere in evidenza, fin dall’inizio, i pericoli del nazismo.


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DESTINATARIO SCONOSCIUTO

IL SILENZIO DEL MARE

La terza lettura è dedicata a Vercors e al suo libro “Il silenzio del mare” pubblicato da Einaudi

Diffuso in Francia come libro clandestino sotto l’occupazione tedesca, nel 1942, “Il silenzio del mare” è una breve narrazione che si svolge tra le quattro mura di un salotto, ma è soprattutto la storia della muta resistenza che fu la prima forma di opposizione francese all’invasore tedesco. Tradotto in ventuno lingue è divenuto ovunque un racconto-simbolo della virtù eroica dell’intransigenza, che può sbocciare anche nel più umile degli esseri umani.

Vercors pseudonimo di Jean Marcel Adolphe Bruller (Parigi 1902-91) scrittore francese. Si affermò nel 1942 con il racconto Il silenzio del mare (Le silence de la mer), ispirato al clima della resistenza antinazista e pubblicato clandestinamente: attraverso la figura di un ufficiale tedesco, disegnata con sottile psicologia, l’autore riproponeva i vincoli di una possibile fratellanza, ideale e culturale, tra Francia e Germania, suscitando le reazioni polemiche di alcuni intellettuali impegnati nella lotta partigiana, fra cui J.-P. Sartre, che condannò l’opera in un capitolo di Situazioni. Al tema della degradazione sociale e umana, causata dagli orrori della guerra, V. dedicò i romanzi Il cammino verso la stella (La marche à l’étoile, 1943, nt) e Le armi della notte (Les armes de la nuit, 1946), scrivendo poi altri testi di narrativa, saggistica e teatro sempre imperniati su una problematica morale ed esistenziale abbastanza vicina alle posizioni di A. Camus. Tuttavia egli non ritrovò più la felice immediatezza, lo stile sobrio e poetico della prima opera. Nel 1957 uscì il pamphlet P.P.C. Per prendere congedo (P.P.C. Pour prendre congé, nt), un addio, tra ironico e malinconico, al partito comunista, cui era stato legato per circa dodici anni. Qualche interesse suscitò anche il racconto Sylva (1961), un tentativo, sostanzialmente fallito, di rinnovamento formale. Nelle sue opere successive, alla produzione propriamente narrativa si aggiungono il saggio e la riflessione (Domande sulla vita ai signori biologi, Questions sur la vie à Messieurs les biologistes, 1975, nt; Ciò che credo, Ce que je crois, 1975, nt) e la ricostruzione storica, con il ciclo Cento anni di storia della Francia (Cent ans d’histoire de France, 3 voll., 1981-84, nt) e Anna Bolena (Anne Bolyen: les 40 mois qui ont fait l’Angleterre, 1985, nt).

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IL SILENZIO DEL MARE

IL LABIRINTO

La quarta lettura è dedicata a Giorgio Caproni e al suo libro “Il labirinto” pubblicato da Garzanti

Giorgio Caproni (Livorno 1912 – Roma 1990). La sua poesia, formatasi nell’ambito dell’ermetismo ma con ascendenze al vocianesimo ligure (da Sbarbaro a Boine), ha mirato a immettere nelle rarefazioni analogiche, proprie del primo, il lievito di un autobiografismo tra risentito e gentile, tra alacre ed elegiaco, e nei modi della poetica della parola quelli della poesia tradizionale, trovando la sua soluzione più felice in un tono medio, di canzonetta fra classica e popolareggiante (Come un’allegoria, 1936; Cronistoria, 1943; Stanze della funicolare, 1952; Il passaggio d’Enea, prime e nuove poesie raccolte, 1956; Il seme del piangere, 1959; Congedo del viaggiatore cerimonioso e altre prosopopee, 1965; Il “Terzo libro” e altre cose, 1968; Il muro della terra, 1975; Il franco cacciatore, 1982; Il conte di Kevenhüller, 1986 e il volume complessivo Poesie 1932-1986, 1989). In prosa ha scritto un diario di guerra (Giorni aperti, 1942), altre pagine evocative (Il gelo della mattina, 1954), racconti (Il labirinto, 1984). Ha tradotto finemente opere di Apollinaire, Proust, Céline, Cendrars. Una nuova raccolta di poesie, in parte già preparata dall’autore, è uscita postuma a cura di G. Agamben (Res amissa, 1991).

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