Le opere e le installazioni di Stefano Caimi sono state esposte in numerose mostre personali e collettive in Italia, nei Paesi Bassi, in Cina, in Corea del Sud e negli Stati Uniti. Le sue opere fanno parte di diverse collezioni pubbliche e private, tra cui la AkzoNobel Art Foundation (Paesi Bassi), Untitled Art (Stati Uniti), la Anthropocene Collection of MUSE Museum (Italia), Kiaf Seoul (Corea del Sud), Museum Singer Laren (Paesi Bassi), Una boccata d’arte di Fondazione Elpis (Italia), la KPMG Art Collection (Paesi Bassi) e In4Art (Paesi Bassi).

La sua ricerca si concentra sul paesaggio naturale inteso come insieme di relazioni ecologiche: quei processi che mantengono vivo il paesaggio e contribuiscono alla formazione dell’immagine che ne percepiamo. Il suo lavoro mette in evidenza tali processi collocandoli in scenari tecnologici e riduzionisti, dove forma, dimensione e materia ne sottolineano il ruolo fondamentale all’interno dell’ecosistema.

La sua pratica artistica ricerca una tensione tra dettaglio e contesto, una complessità che induce il pubblico a un continuo cambiamento di prospettiva. Le opere, frammenti del paesaggio contemporaneo, rappresentano la fioritura di un’epoca in cui la relazione tra essere umano e ambiente assume un ruolo sempre più centrale. Matematica, ecologia, programmazione e chimica sono i mezzi attraverso cui concentra l’attenzione sul soggetto dell’opera, per indagare il processo della sua creazione. Adotta un approccio transdisciplinare che comprende nuovi media, scultura, fotografia e installazione.

Dal 2019 insegna Computer Art presso la New Academy of Fine Arts di Milano. Il suo corso è incentrato su come i media digitali abbiano trasformato il modo di pensare, produrre e distribuire l’arte nell’ultimo secolo.

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OPERE