BUONA FORTUNA RIBELLI 2024 DAL 14 SETTEMBRE A LUNETTA11, DOGLIANI E MOMBARCARO



BFR 2024 PORTA NELLE LANGHE TRE GIOVANI ARTISTI ITALIANI EDOARDO MANZONI, SARA CORTESI E ISMAELE NONES.
Sabato 14 Settembre torna Buona Fortuna Ribelli, il festival d’arte contemporanea nelle Langhe a cura di Lunetta11 e in collaborazione con i Comuni di Mombarcaro e Dogliani, realizzata con il sostegno come main partner di SIPAL S.p.a. e con il contributo della Fondazione Crc.
Da sei anni Buona Fortuna Ribelli apre chiese, gallerie, giardini, resort e musei facendo scoprire con l’arte i luoghi più belli delle Langhe attraverso una mostra diffusa tra i borghi e immersa in uno dei paesaggi più affascinanti d’Italia.
Per l’edizione 2024 le mostre di Buona Fortuna Ribelli saranno un viaggio nell’arte under35 italiana con la partecipazione di tre artisti della nuova generazione tra i più attenzioni del momento: Sara Cortesi, Edoardo Manzoni e Ismaele Nones.
Due mostre personali ed un intervento ambientale accompagneranno il pubblico in un viaggio indimenticabile tra arte, cultura e paesaggio.
“Vesparia” di Edoardo Manzoni a cura di Antonio Grulli a Lunetta11
La mostra personale “Vesparia” di Edoardo Manzoni (Crema, 1993) è ospite di Lunetta11, la galleria d’arte più verde d’Italia e cuore pulsante dell’arte contemporanea nelle Langhe.
Vincitore nel 2021 del premio speciale Talent Prize, Edoardo Manzoni viene così segnalato tra gli artisti più interessanti della sua generazione. E’ uno dei rari artisti italiani ad essere stati selezionati per la residenza della Fondazione Ratti di Como (nel 2019 a cura di Kasper König). Nel 2022 è chiamato a esporre in collettiva al PAV di Torino. Nel 2023 espone con una mostra personale a La Quadriennale di Roma, mostra a cura di Gaia Bobò e Gian Maria Tosatti.








La bellezza, l’ornamento, è un’arma di difesa o di seduzione? Partendo da questa considerazione da cui ha origine l’esposizione “Vesparia” di Edoardo Manzoni a cura di Antonio Grulli, l’artista invita lo spettatore a immergersi in un mondo ancestrale dove il rapporto tra animali, vegetali e umani si fa specchio di mondi paralleli o futuri. Il titolo ha origine dal nome di una orchidea che per attrarre insetti impollinatori ha preso le sembianze di un’ape femmina ma di cui ne è ormai solo fantasma e memoria, essendosi l’ape estinta centinaia di anni fa. Questo cortocircuito tra immagine, mimesis e ricordo prende corpo nelle opere di Manzoni attraverso una ricca esposizione che dalle sale di Lunetta11 si dispiega nelle sorprendenti opere scultoree all’aperto.




















Antonio Grulli (La Spezia, 1979), è critico d’arte e curatore. Tra i molti progetti, al momento sta curando il Padiglione Albanese alla 60 Biennale di Venezia e il progetto di arte pubblica Luci d’Artista a Torino. In passato si è occupato della collezione e delle attività legate all’arte contemporanea di Palazzo Bentivoglio a Bologna, ha fatto parte del board di Viafarini di Milano, e ha dato vita e curato ad una serie di progetti espositivi, progettuali ed editoriali in collaborazione con colleghi curatori, artisti e collezionisti. Per il Museo MAMbo di Bologna ha ideato (con il curatore Davide Ferri) Sentimiento Nuevo, una ricerca sullo stato della critica d’arte fatta di incontri, conferenze, lectures e performance. Con l’artista Keren Cytter ha curato a Bologna il festival intitolato The First Morning Fest of Unreasonable Acts, e sempre assieme hanno pubblicato per Humboldt Books (Milano) il libro Tel Aviv – Jerusalem Diaries. Si occupa di due spazi espositivi senza fine di lucro: Lucerna, a Milano, assieme a Federico Pepe, e lo spazio FBI nello studio dell’artista Jacopo Benassi a La Spezia. Negli anni ha curato mostre per spazi pubblici e istituzionali quali: Ala Scaligera della Rocca di Angera (Varese), Fondazione Carispezia (La Spezia), Fondazione del Monte (Bologna), Le Dictateur (Milano), Match Gallery (Lubliana), MAMbo (Bologna), Museo di Castelvecchio (Verona); i no profit C21 (Reggio Emilia), Codalunga (Vittorio Veneto), Hamlet (Zurigo), Neon Campobase (Bologna), Viafarini (Milano); e presso gallerie come: 3+1 (Lisbona), Artnoble (Milano), De Foscherari (Bologna), Francesca Minini (Milano), Francesco Pantaleone (Palermo), Giovanni Rizzuto (Palermo), MAI36 (Zurigo), P420 (Bologna), Raffaella Cortese (Milano), Tiziana di Caro (Napoli). Ha collaborato, tra le altre, con le testate Arte e Critica, Arte Mondadori, Artribune, ATP Diary, Boite, Cura Magazine, Exibart, Flash Art, Le Dictateur, Mousse Magazine, Studio Magazine, e scritto per artisti quali: Andreas Angelidakis, Paola Angelini, Jacopo Benassi, Anna-Sophie Berger, Luca Bertolo, Chiara Camoni, Pierpaolo Campanini, Giulia Cenci, Paolo Chiasera, Cuoghi Corsello, Francesco De Grandi, Flavio Favelli, Kinkaleri, Iva Lulashi, Luigi Ontani, Anna Ostoya, Katrin Plavcak, Alessandro Pessoli, Concetto Pozzati, Sissi, Nico Vascellari, Italo Zuffi.

“Chiara Confusione” di Ismaele Nones a Dogliani
La mostra personale “Chiara Confusione” di Ismaele Nones (Trento, 1992) è visibile nella splendida cornice della Cappella della Sacra Famiglia di Dogliani che si affaccia sul belvedere del paese natale della famiglia Einaudi.
Già vincitore del Premio Casarini Due Torri nel 2021, tra i venti finalisti selezionati nel 2023 dal Premio Cairo e, sempre nel 2023, invitato a presentare il proprio lavoro alla Triennale di Milano per la mostra “Pittura Italiana Oggi” a cura di Damiano Gullì.
“Negli ultimi anni è difficile non notare le sue opere, anche in mezzo a mille”
scrive Nicolas Ballario di Ismaele Nones su «Il Giornale dell’Arte». La sua ricerca artistica si propone di far nascere nuovi luoghi facendo interagire tematiche attuali con linguaggi, tecniche e soggetti attinti dal mondo iconografico. Il sacro si mescola con il profano, l’antico con il contemporaneo. Emergono dalla sacralità dei soggetti temi come la sessualità, la contemplazione, l’alienazione.









“Falena” di Sara Cortesi a Mombarcaro
L’opera ambientale “Falena” di Sara Cortesi (Lugo, 1999) è allestita nella Cappella di San Rocco di Mombarcaro, gioiello architettonico rurale contenente l’affresco cinquecentesco de “La cavalcata dei vizi” di Antonino Occello da Ceva.
Giovanissima promessa dell’arte Sara Cortesi è a detta del mondo artistico una sicura nuova stella. I suoi lavori hanno la forza della contemporaneità basati sull’utilizzo di materiali organici e danzano sul sottile confine che divide la scultura dall’alchimia trasportando in un mondo di pelli trasparenti, ali iridescenti e animali mitici. Non ha ancora finito l’Accademia d’Arte a Bologna ma già riscuote l’attenzione delle più prestigiose gallerie d’arte. Giovane, veloce e con un’inventiva straordinaria è la rappresentante dei nuovi talenti dell’arte italiana.
“Falena” presentata nella Cappella di San Rocco di Mombarcaro è un lavoro sullo spazio e sulla luce. Si basa sulla contrapposizione di un selvatico che sconfina nel domestico, come una falena viene attirata freneticamente dalla luce, specialmente se artificiale. Nell’installazione le ali dell’insetto notturno si proiettano all’interno di uno spazio immaginario di una casa, diventando esse stesse l’ombra di un varco attraverso cui filtra la luce e da dove l’animale penetra.
La luce nell’opera non soggioga l’istinto naturale della falena, che altrimenti ne rimarrebbe sopraffatta, bensì ne riempie il tessuto, rendendo l’insetto un tutt’uno con essa.








