Roberto Barni

Roberto Barni

Roberto Barni è nato a Pistoia il 30/09/1939. Pistoia è la città che custodisce il pulpito di Giovanni Pisano che per gli scultori è quello che per i pittori è la Cappella degli Scrovegni. Nella campagna vicinissima alla città ha cominciato a dipingere e scolpire con la terra e con le mani. Nel 1960 comincia a esporre a Pistoia e a Firenze, pittura, fotografia, calchi, sculture, topografie che espone anche a Roma, nel 1963, dove conosce Cesare Vivaldi e da lui nel 1965 è invitato a Revort/1, mostra organizzata nell’ambito del festival del gruppo 63 a Palermo. Dal 1966 al 1973 espone allo Zoom Studio di Pistoia, da Flori a Firenze, alla Selected Artist Galleries di New York, da Van de Loo a Monaco, da Charles Lienhard a Basilea. Dal 1974 al 1978 espone alla XXVIII Biennale di Milano, ancora alla Galleria Flori di Firenze, alla Galleria La Salita di Roma e alla Galleria Schema di Firenze, da Trisorio a Napoli e alla Galleria Borgogna di Milano. Nel 1977 partecipa anche alla mostra sull’arte italiana alla Galleria d’Arte Moderna di Torino. Nel 1979 espone a Roma alla Galleria La Salita e in seguito da Pio Monti e da Cleto Polcina. Nel 1982 Giovanni Carandente cura la sua mostra nel Comune di Spoleto, nell’ambito del Festival dei due Mondi. Nel 1983 espone alla Casa Masaccio di San Giovanni Valdarno e sempre nel 1983 partecipa alla mosta il “tempo dell’immagine” a cura di Italo tomassoni a Villa Fidelia e Palazzo Trinci a Foligno, 1984 è invitato da Maurizio Calvesi alla Biennale di Venezia. Del 1985 sono le mostre alla ‘Sala d’Arme’ di Palazzo Vecchio a Firenze, alla Galleria Eolia di Parigi, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, alla Galleria Debora Sharpe di New York. Dal 1986 al 1987 ha lo studio a New York dove espone alla Galleria Di Laurenti con una mostra curata da Sam Hunter, alla Galleria Marisa Del Re e nel 1987 al Queens Museum con una personale curata da John Yau. Nel 1985 Howard Fox l’aveva invitato alla mostra sull’arte italiana tenuta all’Hirshhorn Museum di Washington e Akron Museum di Ohio e nel 1987 a “Avant.Garde in the Eighties” al County Museum di Los Angeles. Del 1986 è invece la mostra nell’arte italiana al Seibu Museum di Tokio. Del 1988 sono le personali alla Galeria Maeght di Parigi e alla Galleria Il Milione di Milano, la partecipazione alla Biennale di Venezia, a mostre nel Museo di Arte Contemporanea di Sidney e alla Tate Gallery di Londra. Nel 1989 partecipa a mostre-evento del Palais de Tokio. Nel 1990 partecipa alla mostra su “gli anni ottanta” nell’ex convento di San Francesco a Sciacca, curata da Philippe Daverio. Nel 1992 Janus cura la sua personale alla Tour Fromage ad Aosta, nel 1994 Giovanni Carandente quella al Museo Marino Marini di Firenze e nel 1995 Gerard Georges Lemaire quella a Fort Griffon a Besançon. Del 1997 sono le mostre personali a Palazzo Fabroni di Pistoia, al Museo di Belle Arti di Budapest e del 1999 quella al Museo di Belle Arti di Reims. Le successive personali sono del 2001 alla Galleria Bagnai e nella città di Siena, nel 2002 al Kunstverein di Ludwigsburg a cura di Agnes Kohlmeyer e alla Galleria Poggiali di Firenze, nel 2005 al Castello Scaligero di Malcesine, alla Galleria Raab di Berlino e alla Galleria Luis Serpa di
Lisbona. Nel 2007 alla Galleria Marlborough di Monaco e a Palazzo Pitti, Giardino di Boboli, Le Pagliere e Museo Archeologico di Firenze, con la cura di Alberto Boatto. Nel 2008 a Palazzo Forti a Verona con la cura di Giorgio Cortenova e a cavallo tra il 2008 e il 2009 alla Fondazione Mudima di Milano con testi e catalogo di Achille Bonito Oliva e Lorand Heghyi; nel 2010 al Centro d’Arte Contemporanea La Malmaison e Villa Rothschild di Cannes a cura di Frederic Ballester; nel 2011-2012 al Museo Cobra di Amsterdam con la cura di Werner Van Den Belt. Del 2013 sono le mostre alla Galleria Marlborough di Monaco con testo di Olivier Kaeppelin, alla Galleria Marlborough di Madrid e alla galleria Placido di Parigi. Sempre del 2013 è l’installazione permanente di “Passi d’oro” sull’esterno del Corridoio Vasariano degli Uffizzi e nel 2014 un suo autoritratto in scultura entra a far parte della collezione del Corridoio Vasariano. Nello stesso anno partecipa alla mostra sull’Ariosto nel Palazzo Magnani di Reggio Emilia, alla mostra sull’arte italiana del secondo novecento, al China Art Museum di Shanghai e alla mostra sull’arte contemporanea italiana al Parkview di Pechino. Del 2015 è la sua personale nell’ex convento di San Maurizio a Santo Stefano Belbo, del 2016 è quella alla galleria Marlborough di Madrid, del 2017 invece è la mostra nel chiostro dei Fiorentini in campo dei Frari all’interno dell’Archivio di Stato di Venezia e la mostra a Pietrasanta “le cose vogliono esistere”, sempre nel 2017 partecipa alla mostra “the Artist’s Voice” curata Lorand Hegyi al Parkview Museum Singapore.
Opere in collezioni pubbliche
Fondazione Giuliano Gori, Celle (Pistoia). Fondazione Il Giardino di Daniel Spoerri, Seggiano. Galleria d’Arte Moderna, Bologna. Galleria d’Arte Moderna, Roma. Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze. Museo d’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato. Museo d’Arte Contemporanea Palazzo Forti, Verona. Museo d’Arte Moderna, Spoleto. Musée des Beaux- Arts, Budapest. Queens Museum, New York. Tate Gallery, Print Collection, Londra, Corridoio Vasariano, Galleria degli Uffizi, Firenze.
Istallazioni permanenti
Boscotondo, Helmond, Paesi Bassi. Isselkade, Doesburg, Paesi Bassi. Quartiere Cavallaccio, Firenze. Muzen Plan, L’Aja, Paesi Bassi. Piazza del Comune, Gröningen, Paesi Bassi. Piazza Solidarietà, Certaldo. Piazza della Sala, Pistoia. Piazza di Mercatale, San Casciano. Roseraie de Princesse Grace, Monaco. “Passi d’oro” esterno del Corridoio Vasariano degli Uffizi, Firenze.