Mer. Gen 20th, 2021

ABITIAMO IL MONDO 2020

 

Cinque artisti con cinque mostre personali, sculture nel bosco, Street Art a Mombarcaro

Mostra a cura di Eva Menzio, Claudia Zunino, Francesco Pistoi.

Abitiamo il mondo. È un invito che Lunetta11 fa a sé e ai propri visitatori entrando e uscendo dalle sale espositive, attraversando il bosco e percorrendo le vie di paese. Abitare il mondo per riscoprirlo come mutuo appoggio tra natura e uomini, ritrovare un legame, un filo di respiro, di “Fiato”. In una poesia di Mariangela Gualtieri si canta di certi alberi vicini alle case, alberi che sostano in pace e di noi uomini inquieti e distratti. Il titolo della mostra è un omaggio a lei e un invito a noi: a non essere mai, mai più “distratti abitatori del mondo”.

CINQUE PERSONALI IN CONTEMPORANEA

Cinque personali di giovani artisti si snodano in contemporanea nei diversi spazi di Lunetta11 dando vita ad una esplosione di nuovi mondi estetici paralleli. Nell’ex fienile della borgata gli ultimi lavori ad olio e le carte di Andrea Barzaghi, milanese, nuovo talento della pittura italiana formatosi tra l’Italia e la Germania; nella biblioteca d’arte le opere di BR1, affermato artista della Street Art che propone nuovi lavori dal forte contenuto sociale; nella vecchia stalla i quadri di Alessandro Gioiello, che continua la tradizione dell’arte concettuale con un suo personale sguardo sulla storia dell’arte; al primo piano della casa bianca nel centro della borgata le opere di Shafei Xia, pittrice cinese che attorno alla pittura tradizionale del suo paese costruisce un mondo popolato da personaggi ironici; al piano terra i lavori di Solomostry, esponente della Street Art italiana, i cui mostri notturni stanno in breve tempo diventando icone di una nuova generazione dell’underground metropolitano.

LE SCULTURE NEL BOSCO

Nel bosco di castagni che circonda Lunetta11 i visitatori possono scoprire le sculture di Salvatore Astore, Roberto Barni, Paolo Grassino, Luigi Mainolfi, Richard Nonas.

La nuova scultura presente è “Fiato” di Paolo Grassino: due grandi cervi che accolgono i visitatori al loro ingresso nel giardino. Artista di fama internazionale, ha tra le sue esposizioni di maggior prestigio la presentazione dell’opera Madre al MACRO di Roma e la partecipazione alla Quarta Biennale di Mosca. La partecipazione a mostre in musei pubblici internazionali come il Frost Art Museum di Miami e il Loft Project ETAGI di San Pietroburgo. Mostra personale in Francia al Museo di Saint-Etienne e l’invito alla XV Quadriennale d’Arte a Roma. Del 2005 è la grande installazione sulla facciata della Fondazione Palazzo Bricherasio a Torino, mentre nel 2000 la GAM di Torino gli dedica una mostra personale.

 

LE BANDIERE A MOMBARCARO

SOLOMOSTRY non è solo l’artista, o la sua produzione, ma sono le persone che si riconoscono in questa identità e che ne fanno parte, donando forza e portando con sé questo immaginario.

SOLOMOSTRY è la maschera che indossiamo, ci protegge e ci prepara ad affrontare ciò che ci aspetta, senza remore né timori, tutti uniti si avanza, legati da quel senso di appartenenza che ci fa sentire vivi ed invincibili. 

La produzione è volta ad arricchire e descrivere al meglio il sentimento che ci accomuna. Non ci si può fermare ad una sola tecnica, bisogna sapersi destreggiare su più fronti, così da diventare inattaccabili, riuscire a sviluppare la propria idea nel modo più impattante possibile. SOLOMOSTRY non fa prigionieri ma nuovi mondi.

Pittura, scultura, ceramica, sartoria, ogni materiale e tecnica apre nuove possibilità.

Una bandiera (il termine deriva da banda (colorata), cioè striscia dipinta) è un drappo di stoffa o di altro materiale, spesso sventolato da un’asta rigida, usato simbolicamente per identificazione o segnalazione.

È comunemente impiegata per simboleggiare una nazione (bandiera nazionale) o più in generale un’organizzazione. Il termine è usato anche per indicarne una rappresentazione grafica su altro materiale.

La bandiera è ciò che si metteva davanti a tutto quando si partiva alla conquista di nuovi territori. Sventola, accompagnando chi sta compiendo l’impresa, infondendo forza e motivando tutti ad andare avanti. È l’orizzonte per cui non si arretra, non si può arretrare, bisogna arrivare a destinazione e affiggerla nel punto più alto, così che tutti la vedano e capiscano cosa ti ha portato fino a lì.

La bandiera è il punto di forza, un elemento in cui riconoscersi, ciò che ci fa rimanere uniti e diventare gruppo, fare parte di un movimento, rappresentarlo.

I soggetti della mia produzione sono spesso dei mostri, o meglio dei volti mostruosi fatti di sentimenti forti, figure oniriche tutte diverse tra loro, eppure uguali, figli della stessa linea. Ciò che accomuna e ci rende parte di un’unica forza.

La produzione di SOLOMOSTRY è ciò che accompagna l’artista nella vita e che lo spinge ad andare avanti, trovare nuove strade e conquistare nuovi mondi e immaginari al fianco dei suoi mostri.

L’installazione a Mombarcaro è volta a simboleggiare il nostro arrivo, una occupazione temporanea delle strade, dove la conquista è rappresentata dalla bandiera, la nostra bandiera, la bandiera solomostry.

Con questa occupazione non si vuole dettare legge, ma portare un nuovo immaginario nel paese, trasformandolo per un periodo definito in un luogo diverso, dando la possibilità agli abitanti di far parte di un nuovo gruppo.

L’etimologia del Comune di Mombarcaro (già riconosciuta nei vari Diplomi ottoniani), deriva dal latino: Mons = Monte e barcari (barbarizzato da barche), cioè il monte dal quale si vedevano i velieri o le grosse barche (dalla cima del paese, che si trova a 896 metri di altitudine, si vede il Mar Ligure).

Se una volta da Mombarcaro si guardava e controllava tutta la vallata fino ad arrivare al mare, ora sarà la vallata a dover alzare la testa e guardare Mombarcaro.

La bandiera è stata messa, ora possiamo andare avanti.