newsletter the moony files #1

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!

RICEVERAI “MOONY FILES”, LA FANZINE DIGITALE DI LUNETTA11

the moony files #1

Buongiorno, bentornato nella fanzine digitale di Lunetta11.

The moony files è la newsletter dedicata alla nostra arte, ai nostri artisti e al nostro territorio.

Benvenuto nella prima puntata. 


People from Lunetta – Ismaele Nones
In questo numero abbiamo intervistato per voi uno dei nostri artisti, una delle scoperte più fresche approdate nella nostra galassia.

Ismaele Nones – trentino, 28enne, artista.

L’opera di Ismaele sarà esposta nella Cappella di San Rocco, poco sopra la borgata di Lunetta11, e fa parte del progetto Pietre Volanti – artisti in mostra e in volo tra i luoghi del nostro territorio. L’inaugurazione di Pietre Volanti sarà il 20 giugno, seguici perché riceverai molti altri dettagli a breve.

Bene, via alla scoperta di Ismaele! 

Photo Credits Aaron Giordani

Ismaele Nones è il più giovane degli artisti che quest’estate approderà nella verde galassia di Lunetta. La sua formazione artistica nasce in famiglia, grazie al papà iconografo – ho sempre vissuto a contatto con l’arte, gli stimoli creativi a casa non sono mai mancati. Il lavoro lo porta in giro per l’Italia e come famiglia seguivamo mio padre.

Ismaele impara da lui il mestiere.
A me piaceva disegnare e dipingere – sono stato fortunato: la proposta famigliare ha coinciso con la mia passione. 
Gli affreschi sacri diventano così la sua palestra, da cui assorbe una precisa tecnica e una fede alla linea.

Ismaele decide poi di prendere la cosa più seriamente – arte, accademia?
Si iscrive all’Accademia di Venezia dove forse cercavo una mia realizzazione personale – ero sempre associato a mio padre. Per questo Ismaele mi racconta che per un periodo decide di allontanarsi dalla pittura – preferisco scoprire la scultura.
Venezia, l’accademia, i canali e le sue installazioni. L’ambiente accademico, però, non fa per lui, e decide di provare a uscire dall’Italia per un po’.

Il Galles – sceglie di partire con un progetto Erasmus, legato all’università. Valigie e via, volto a Nord. Qui scopre che l’approccio inglese al panorama artistico è decisamente più punk – mi ha permesso una grande sperimentazione, mostre, continui nuovi incontri.
Il Galles dona a Ismaele tanta energia nuova – quella che gli mancava in Italia. Qui, nel Regno Unito, Ismaele mi racconta che l’ambiente universitario è fortemente legato a quello artistico locale. Una situazione molto lontana da quella più statica e tradizionale di una città come TrentoPiano piano oggi inizia a muoversi qualcosa in quel senso – stanno nascendo collettivi artistici e studi fotografici, ma tutto con i suoi tempi. 

Tornato in Italia, ci riprova con la scultura: continua con le istallazioni. Ma qualcosa era cambiato– a un certo puntomi sono reso conto che non ero sincero, non portavo rispetto alla mia storia personale.

Photo Credits Aaron Giordani

L’arte deve essere sincera.
Feci come quando ero bambino e qualcosa non mi riusciva – mi isolai con un foglio bianco in un posto sicuro, e feci tabula rasa nel mio cervello. Da lì ricominciai.
Una grande tela bianca porta Ismaele a ritrovare la pittura nello stile che gli era più famigliare a lui. Va a scavare, infatti, nella sua prima e autentica formazione: quella che gli aveva insegnato il papà, e così ritornò il figliol prodigo.
Questo nuovo lavoro pittorico è finalmente affine a Ismaele, racconta la sua storia, le sue radici e le sue abilità.

I suoi lavori attingono a piene mani dall’immaginario dell’iconografia sacra – è un’estetica che nell’immaginario italiano è ben nota tutti. Se dipingo un volto di Cristo iconografico, tutti lo riconoscono. Bacino di alfabeto nazionale comune, la sento mia, ma un po’ tutti la sentono propria. Non è necessario che io lo spieghi.

L’idea che l’iconografia possa essere contemporanea lo racconta il tipo di linguaggio che oggi usiamo: c’è una totale astrazione dei messaggi. Sostituire le parole e le emozioni con le immagini fa parte della nostra quotidianità sul digitale – prendere la realtà e renderla simbolo.
Non c’è più senso nel rappresentare la realtà com’è – oggi si rappresenta il simbolo di cos’è la realtà.

Una simbologia che ha la sua attuazione in grandissimi quadri – mi danno più soddisfazione e motivazione. La grande tela bianca, quella che lo aveva riportato alla pittura, è quella che rappresenta il suo storico – quando aiutavo mio padre era per grandi lavori, affreschi di 100 mq. Questa dimensione monumentale della pittura mi è rimasto dentro.

Gli acrilici che usa Ismaele per affrescare le sue giganti tele bianche sono auto prodotti – compro il pigmento e il legante, e li creo io. Dipinge per velature, che rende il colore molto liquido e trasparente.
Ismaele vive e lavora a Trento – qui ho il mio spazio, il mio atelier.
Gli stimoli, però, non li prendo dalla città. Arrivano dai libri, dalle immagini, dalla musica – mi creo le intuizioni

Il futuro da artista è incerto – ma l’Italia è ricca e piena. Non manca nulla qui, se sei sincero con la tua arte il mondo del lavoro ti ripaga.

Sento che essere produttivo mi ripaga, quando dico ai miei amici “No, stasera non ci sono, devo dipingere” vuol dire che sta nascendo qualcosa di buono. 


Local Tips – Mulino Marino
30 km da Lunetta 11 – 36 minuti di viaggio in auto.

Questa la distanza che bisogna fare per incontrare una delle realtà che più rendono orgogliosi i langaroli: il Mulino Marino

Photo Credits Letizia Cigliutti

Il viaggio oggi ci porta in un piccolo comune dell’Alta Langa, Cossano Belbo. Qui nasce e si sviluppa la storia dell’azienda famigliare Marino. 

Un piccolo mulino che nel 1956 era in vendita, attira l’attenzione di Felice Marino.
Il signor Marino, da poco tornato dalla guerra, decide di acquistarlo e si trasferisce qua con moglie e parentado. Succede una cosa: si innamora della professione di mugnaio, e inizia a produrre farine.

L’arte della macinazione a pietra diventa la peculiarità della loro produzione. Con il passare degli anni le tecniche si affinano, e il signor Marino insegna a figli e nipoti l’arte e l’amore per l biodiversità e per il lavoro.
Viene infatti installato un mulino a cilindro, a supporto del lavoro dei mulini a pietra.
Oltre a nuove tecniche viene sperimentata la macinazione di cereali differenti dal comune frumento: riso, grano saraceno, farro… viene, tra l’altro, introdotta la coltura dell’Enkir: un mescolio di grani antichissimi coltivati proprio qua in Alta Langa.

L’acquisizione di nuove tecniche però non compromette l’attenzione e la pazienza che questo metodo di lavoro richiede: i cereali vengono macinati a pietra, lentamente, per consentire al chicco di conservare le sue vitamine e i suoi oligominerali.
Dal 1994 le farine del Mulino Marino sono certificate Bio, e dal 2001 si impegna nellaproduzione esclusiva di farine biologiche 100%.

La biodiversità e l’ecosostenibilità sono due dei valori fondanti del lavoro qui al Mulino – infatti nel 2007 viene installato un grande impianto fotovoltaico, volto a sfruttare l’energia solare. 
La scelta del biologico vale al signor Marino l’appellativo di mugnaio etico, e così la sua notorietà nel cuneese. 

Le farine di Mulino Marino raccontano una storia, fatta di sapori e dolcezza. Quella che la famiglia impiega nella produzione. 
Mulino Marino negli anni ha raggiunto una grandissima notorietà, e fornisce moltissimi panificatori e servizi di ristorazione in tutta Italia. Le farine Marino vengono sono di altissimo livello e vengono esportate in tutto il mondo

Se il nome “Marino” a molti dice già qualcosa è anche grazie alla notorietà televisiva di Fulvio Marino, panificatore e nipote di Felice. Infatti Fulvio è ospite fisso su Rai Uno Sempre mezzogiorno, lo show televisivo-culinario condotto da Antonella Clerici

Dopo aver conquistato i cuori e le pance di tutti gli Italiani e non solo, Mulino Marino rimane legato a Cossano Belbo, il piccolo comune del cuneese.

Una storia a lietissimo fine, nata qua tra le colline boscose dell’Alta Langa.

Photo Credits Letizia Cigliutti


Through the keyhole
La prima settimana di maggio sarà ricca in tutta Italia di manifestazioni e inaugurazioni di mostre d’arte.

Finalmente dopo mesi difficili potremo tornare a entrare e uscire dalle gallerie delle nostre città.

Venite con noi a sbirciare sul mondo dell’arte!

Photo Credits Letizia Toscano


Consiglio: scopri e visita

Osservatorio Futura è una nuova realtà torinese. Come si legge nel loro manifesto, uniscono la critica militante alle potenzialità del web, in un continuo dialogo tra digitale e reale, gli approfondimenti sono in potenza progetti curatoriali traducibili nel mondo fisico o si configurano come spin-off digitali. 

Il 4 maggio inaugurano il loro spazio espositivo qui sul pianeta Terra, in Via Giacinto Carena 20 a Torino, con la mostra Abbiamo invitato un po’ di artisti nello Spazio.

Andate a trovarli! Per le prenotazioni qua.

Société Interludio di Stefania Margiacchi è una Casa Galleria nel cuore di Torino, in Piazza Vittorio Veneto 14.

È un luogo importante per noi di Lunetta11: qui abbiamo incontrato per la prima volta le opere pittoriche di Andrea Barzaghi, uno degli artisti che proporremo in mostra quest’estate. 

Questa primavera 2021 non poteva iniziare meglio di così: Stefania insieme alla cura di Giuseppe Amedeo Arnesano, inaugura una nuova Personale proprio di Andrea Barzaghi.

Société Interludio inaugura venerdì 7 maggio 2021Milano-Torino, la mostra personale dell’artista Andrea Barzaghi (Monza, 1988). Dalle ore 15.00 alle ore 19.00 in Piazza Vittorio Veneto 14, Torino, su prenotazione (societeinterludio@gmail.com).

La mostra sarà visitabile il sabato e la domenica, dall’8 maggio all’8 agosto, su appuntamento.

Art City Bologna torna dal 7 al 9 maggio. E’ l’occasione per vedere in un’unica città, diverse e interessanti mostre.

Vi segnaliamo in particolare l’esposizione dedicata a Vincenzo Agnetti al Padiglione de l’Esprit Nouveau, a cura di Luca Cerizza. Andate ad ascoltare una macchina che suona le pause musicali per riempire il silenzio.

Consiglio di lettura:

Per concludere, un consiglio di lettura: 
Questo articolo di Franco Fanelli su Il Giornale dell’Arte, La Superlega dell’arte sta estinguendo i nostri sogni. Ciò che i top-club stanno tentando nel calcio è già riuscito alle top-gallerie


The moony files approderà nella tua casella di posta ogni due settimane, il giovedì.
Se l’hai trovata in Spam o Promozioni, puoi spostarla nella sezione principale della Posta in arrivo – ti basterà trascinare questa mail!

Se ti piace, puoi condividerla sui social o inviarla a chi preferisci, invitando i tuoi amici a iscriversi.
Ci aiuterai così a diffondere un po’ di bellezza e talento, che fa sempre bene al cuore.

Ti abbracciamo e ti aspettiamo nella verde galassia di Lunetta11!